Pianificazione

Dividendi: come si tassano per persone fisiche e holding

Sullo stesso dividendo, distribuito dalla stessa società, il fisco può chiedere due conti radicalmente diversi a seconda di chi lo incassa: una persona fisica o un'altra società. Non è un dettaglio tecnico marginale — è uno dei motivi principali per cui, in molti gruppi familiari, si finisce per parlare di holding.

Il dividendo è la quota di utile che una società distribuisce ai propri soci. Il modo in cui viene tassato dipende dalla natura del soggetto che lo percepisce: la disciplina cambia sensibilmente se a incassare è una persona fisica oppure una società di capitali, e questa differenza è il punto di partenza di qualunque ragionamento sulla convenienza di una struttura con holding.

La persona fisica: ritenuta secca al 26%

Quando un dividendo viene distribuito a una persona fisica, la tassazione avviene tramite una ritenuta secca del 26% applicata dalla società che distribuisce l'utile. È un prelievo a titolo definitivo: il socio persona fisica incassa il dividendo già al netto della ritenuta, senza doverlo ulteriormente dichiarare ai fini della tassazione progressiva IRPEF. È un meccanismo semplice, ma anche rigido: il 26% si applica indipendentemente dal reddito complessivo del socio, senza le graduazioni tipiche della tassazione progressiva.

La società di capitali: imponibile solo al 5%

Il quadro cambia radicalmente quando il socio che incassa il dividendo è a sua volta una società di capitali — tipicamente una holding. In questo caso si applica il meccanismo della participation exemption sui dividendi: il dividendo incassato dalla società concorre a formare il reddito imponibile solo per il 5% del suo ammontare. Il restante 95% è, in sostanza, esente da imposizione in capo alla società percipiente.

La logica dietro questo meccanismo è evitare una doppia tassazione economica troppo aggressiva: l'utile è già stato tassato in capo alla società che lo ha prodotto, e tassarlo quasi per intero una seconda volta, solo perché passa attraverso un'altra società, produrrebbe un prelievo complessivo sproporzionato. Il regime madre-figlia, che regola i rapporti di distribuzione di utili tra società, si muove nella stessa direzione: attenuare la doppia imposizione economica sugli utili che circolano all'interno di strutture societarie.

Attenzione Le aliquote di ritenuta sui dividendi alle persone fisiche e la percentuale di imponibilità per le società possono essere modificate da interventi normativi. Le percentuali indicate in questo articolo sono quelle di riferimento generale: la tassazione applicabile al tuo caso concreto va sempre verificata sulla normativa vigente.

Perché la holding cambia il calcolo

La differenza tra un imponibile del 5% e una ritenuta secca sull'intero importo è il motivo per cui, in molte strutture di gruppo, si valuta l'interposizione di una holding tra la società operativa e i soci persone fisiche. Se gli utili prodotti dalla società operativa vengono distribuiti alla holding invece che direttamente alle persone fisiche, la tassazione a livello di holding è molto più contenuta grazie alla participation exemption — e questo lascia alla struttura di gruppo più risorse da reinvestire, in nuove iniziative, in altre società, in acquisizioni.

Il punto chiave è che questo vantaggio si realizza finché gli utili restano dentro la struttura societaria: nel momento in cui, dalla holding, il denaro viene infine distribuito alla persona fisica che ne è socia, scatta la ritenuta del 26% su quella distribuzione. La holding non elimina la tassazione finale sul socio persona fisica, ma permette di rinviarla e di reinvestire, nel frattempo, una base imponibile molto più ampia rispetto a quella che resterebbe disponibile dopo una tassazione piena.

Efficienza infragruppo, non elusione

È importante essere chiari su un punto: la participation exemption e il regime madre-figlia sono meccanismi previsti dalla legge proprio per governare la tassazione degli utili all'interno dei gruppi societari, non scappatoie o zone grigie. Il vantaggio fiscale che ne deriva è legittimo quando la struttura di gruppo ha una propria sostanza economica e organizzativa — una holding che davvero coordina partecipazioni, reinveste utili, sviluppa un progetto imprenditoriale.

Il tema dell'abuso si pone solo quando la struttura viene costruita in modo artificioso, cioè priva di qualunque sostanza economica reale, con il solo scopo di ottenere un vantaggio fiscale altrimenti indebito. Una holding operativa, con una propria funzione di governo del gruppo, è tutt'altra cosa: è lo strumento con cui molte imprese familiari organizzano la crescita e la successione nel tempo.

Come impostiamo la decisione

Quando valutiamo con un imprenditore l'opportunità di una holding, il punto di partenza è sempre la sostanza del progetto: quali società verrebbero conferite, quale ruolo di governo assumerebbe la holding, come si intende gestire nel tempo la distribuzione degli utili tra reinvestimento e prelievo personale. Solo su queste basi ha senso quantificare il vantaggio fiscale della struttura — che è reale, ma va costruito bene per essere anche solido nel tempo.

Newsletter

I nuovi approfondimenti, quando escono.

Niente spam: solo le guide dello studio su fisco, società e operazioni straordinarie.