Privati & famiglie
Spese sanitarie in dichiarazione: cosa si detrae e come pagare
Visite, farmaci, analisi, occhiali, dentista: le spese sanitarie sono la detrazione più usata in dichiarazione. Il meccanismo è semplice, ma la detrazione si perde per dettagli: un pagamento in contanti dal medico privato, uno scontrino senza codice fiscale, un rimborso dimenticato. Ecco cosa si detrae, per chi, come si paga e come controllare la precompilata.
Le regole che seguono sono quelle delle istruzioni ufficiali dei modelli 730/2026 e Redditi Persone fisiche 2026, cioè quelle applicate alle spese sostenute nel 2025, e corrispondono al testo del TUIR vigente nel 2026.
Come funziona la detrazione: 19% oltre € 129,11
L'art. 15, comma 1, lett. c), del TUIR (DPR 917/1986) consente di detrarre dall'imposta lorda il 19% delle spese sanitarie per la parte che supera € 129,11. La franchigia si applica una sola volta sul totale delle spese dell'anno, non su ogni scontrino.
Un esempio ipotetico: nel 2025 una persona ha speso € 2.000 tra visite, farmaci e dentista. La detrazione è il 19% di € 1.870,89 (€ 2.000 meno € 129,11), cioè circa € 355 di imposte in meno. La detrazione riduce l'IRPEF dovuta: se l'imposta è più bassa, la parte eccedente in genere si perde. Fa eccezione la quota per patologie esenti, di cui parliamo più avanti.
Conta il criterio di cassa: la spesa va nella dichiarazione dell'anno in cui è stata pagata, anche se la prestazione è stata resa prima.
Quali spese si detraggono
L'elenco delle istruzioni ufficiali e della guida dell'Agenzia delle Entrate sulle spese sanitarie comprende, tra le voci più comuni:
| Spesa | Cosa serve |
|---|---|
| Visite del medico generico e specialistiche, prestazioni chirurgiche | Fattura o ricevuta del medico o della struttura |
| Analisi, indagini radioscopiche, ricerche e applicazioni | Fattura o ricevuta |
| Farmaci da banco o con ricetta, anche omeopatici | Fattura o "scontrino parlante" con natura e quantità, codice del farmaco e codice fiscale del destinatario |
| Dispositivi medici (per esempio apparecchio per aerosol o misuratore di pressione) | Documento con la descrizione del dispositivo, che deve avere la marcatura CE, oppure il codice AD o PI del Sistema Tessera Sanitaria |
| Protesi sanitarie e dentarie, occhiali da vista e lenti a contatto | Fattura o scontrino; per gli occhiali non è detraibile la parte in metalli preziosi della montatura |
| Psicologi e psicoterapeuti per finalità terapeutiche | Fattura; non serve la prescrizione medica |
| Fisioterapia e altre prestazioni di assistenza infermieristica e riabilitativa | Fattura da cui risultino la figura professionale e la prestazione |
| Ticket pagati nel Servizio sanitario nazionale | Ricevuta del ticket |
Non si detraggono invece i parafarmaci, come integratori, prodotti fitoterapici, colliri e pomate, anche se comprati in farmacia e su prescrizione. Restano fuori anche i corsi in palestra, pure con certificato medico, e le spese di viaggio e soggiorno per curarsi all'estero. Le prestazioni mediche ricevute all'estero, invece, seguono le stesse regole di quelle italiane, con la documentazione tradotta se necessario.
Per i farmaci l'Agenzia precisa che lo scontrino non si può integrare con altri documenti, per esempio con la ricetta: il codice fiscale va dato al momento dell'acquisto, di solito con la tessera sanitaria.
Spese per i familiari: a carico e non a carico
Si detraggono anche le spese sostenute nell'interesse dei familiari fiscalmente a carico. Nel 2025 è a carico il familiare con reddito complessivo fino a € 2.840,51; per i figli fino a 24 anni il limite sale a € 4.000.
Dal 2025 le detrazioni per figli a carico spettano solo per i figli dai 21 ai 29 anni (o con disabilità accertata dai 30 anni in su), e quelle per gli altri familiari solo per gli ascendenti conviventi. Le istruzioni chiariscono però che le spese sanitarie si detraggono comunque per il familiare fiscalmente a carico, anche se per lui non spetta la detrazione per carichi di famiglia: per esempio per il figlio di 15 anni coperto dall'assegno unico, o per quello di 31 anni che resta sotto il limite di reddito.
Il documento deve essere intestato al contribuente o al figlio a carico. Nel secondo caso la spesa si divide tra i genitori in base a quanto ciascuno ha effettivamente pagato; se la ripartizione non è al 50%, la percentuale va annotata sul documento. Se un coniuge è a carico dell'altro, l'intera spesa può essere attribuita al coniuge non a carico.
Per i familiari non a carico la regola è opposta: le spese non si detraggono. L'eccezione riguarda le patologie esenti dal ticket. Se il familiare malato non riesce a usare tutta la detrazione perché la sua imposta è troppo bassa, la parte che non trova capienza può essere detratta dal familiare che ha pagato, su un importo massimo di € 6.197,48 di spese (rigo E2 del 730, rigo RP2 del modello Redditi). Servono la certificazione della ASL sulla patologia e i documenti di spesa con l'annotazione di chi ha pagato. Anche le spese sostenute dagli eredi dopo il decesso di un familiare si detraggono, ciascun erede sulla propria quota.
Il pagamento tracciabile e le eccezioni
Dal 2020 la detrazione del 19% spetta solo se la spesa è pagata con versamento bancario o postale o con altri sistemi tracciabili, come carte di pagamento, bancomat o PagoPA (art. 1, commi 679 e 680, L. 160/2019). Il contante fa perdere la detrazione. Le eccezioni sono tre:
- l'acquisto di medicinali;
- l'acquisto di dispositivi medici;
- le prestazioni rese da strutture pubbliche o da strutture private accreditate al SSN.
Per le strutture accreditate l'Agenzia ha chiarito che conta il soggetto che eroga la prestazione: il contante va bene anche per le prestazioni in regime privato, non solo per quelle in convenzione. Se dalla fattura non risulta l'accreditamento, lo si può provare con gli elenchi pubblicati dalla Regione.
Rimborsi, assicurazioni e fondi sanitari
La detrazione spetta solo per la spesa rimasta davvero a carico. Non si indicano le spese rimborsate nello stesso anno, per esempio:
- le spese risarcite da chi ha causato un danno alla persona;
- le spese rimborsate da fondi o casse di assistenza sanitaria con contributi versati dal datore di lavoro o dal dipendente che non hanno concorso al reddito, fino a € 3.615,20 all'anno (la Certificazione Unica li segnala).
Si detraggono invece le spese rimborsate da un'assicurazione sanitaria pagata personalmente (i cui premi non sono detraibili), e quelle rimborsate da polizze stipulate o pagate dal datore di lavoro, anche con trattenuta in busta paga. Se il rimborso arriva in un anno successivo, si può detrarre la spesa al netto del rimborso atteso, oppure per intero, indicando poi il rimborso nella dichiarazione dell'anno in cui lo si incassa.
Spese elevate e persone con disabilità
Rateizzazione. Se le spese sanitarie superano in totale € 15.493,71, la detrazione si può dividere in quattro quote annuali di pari importo, barrando l'apposita casella. Serve a chi ha un'imposta troppo bassa per assorbire tutto in un anno. Un esempio ipotetico: con € 20.000 di spese la detrazione è di circa € 3.775, che con la rateizzazione diventano quattro quote di circa € 944.
Persone con disabilità. Le regole cambiano in due punti:
- per i mezzi di accompagnamento, deambulazione, locomozione e sollevamento e per i sussidi tecnici e informatici che facilitano l'autosufficienza, la detrazione del 19% spetta sull'intero importo, senza franchigia (rigo E3 del 730, RP3 del modello Redditi);
- le spese mediche generiche e di assistenza specifica necessarie nei casi di grave e permanente invalidità non si detraggono: si deducono dal reddito (art. 10, comma 1, lett. b, TUIR; rigo E25 del 730, RP25 del modello Redditi), anche se sostenute per alcuni familiari non a carico, come coniuge, figli, genitori, fratelli e sorelle.
Le spese chirurgiche, specialistiche e per protesi della persona con disabilità restano invece nella detrazione ordinaria del 19%.
Redditi alti: tetto a € 75.000 e riduzione oltre € 120.000
Dal 2025, chi ha un reddito complessivo superiore a € 75.000 ha un tetto agli oneri detraibili, calcolato in base al reddito e al numero di figli a carico (art. 16-ter TUIR). Le istruzioni sono esplicite: le spese sanitarie sono escluse dal calcolo del massimale e si detraggono per intero.
Lo stesso vale per la riduzione delle detrazioni del 19% che scatta oltre € 120.000 di reddito e si azzera a € 240.000: le spese sanitarie non sono nell'elenco degli oneri ridotti. Anche con redditi elevati, quindi, la detrazione sulle spese mediche resta piena.
Come controllarle nella precompilata
Medici, farmacie, strutture sanitarie e gli altri soggetti obbligati trasmettono le spese al Sistema Tessera Sanitaria, che le passa all'Agenzia delle Entrate per la dichiarazione precompilata. Nella precompilata si trovano le proprie spese e quelle dei familiari a carico. Prima di accettarla conviene controllare tre cose:
- che ci sia tutto: le spese sostenute all'estero o non trasmesse al Sistema possono mancare e vanno aggiunte, con i relativi documenti;
- che non ci sia troppo: le spese pagate in contanti a un medico privato o già rimborsate vanno tolte;
- a chi sono attribuite: le spese del figlio a carico vanno ripartite correttamente tra i genitori.
Chi non vuole che alcune spese finiscano nella precompilata può fare opposizione. Per le spese del 2026, che andranno nella dichiarazione 2027, l'Agenzia indica due finestre: dal 1° ottobre 2026 al 2 febbraio 2027 si può escludere un'intera tipologia di spesa con una comunicazione all'Agenzia; dal 9 febbraio all'8 marzo 2027 si possono escludere le singole voci sul sito del Sistema Tessera Sanitaria, con SPID, CIE o tessera sanitaria. Ogni persona di almeno 16 anni decide per sé; le spese opposte non compaiono neppure nella precompilata del familiare di cui si è a carico. Restano comunque detraibili: si possono reinserire in fase di modifica.
Per raccogliere in un'unica volta scontrini, fatture e Certificazione Unica è utile la checklist dei documenti per la dichiarazione dei redditi. Dal 1° gennaio 2027 il TUIR sarà sostituito da un nuovo testo unico (D.Lgs. 117/2026), con una diversa numerazione degli articoli: i riferimenti di questo articolo valgono per le regole in vigore nel 2026.
Tentori TLS prepara e trasmette il modello Redditi Persone fisiche: controlliamo le spese sanitarie della precompilata, quelle mancanti e quelle da togliere, e verifichiamo la ripartizione tra i familiari. Gli altri servizi per le famiglie sono nella pagina privati.