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Forfettario, ditta individuale o SRL: il confronto
A parità di ricavi e costi, quanto resta in tasca con il regime forfettario, con una ditta individuale in regime ordinario o con una SRL? Il calcolatore mette a confronto imposte e contributi 2026 e mostra ogni ipotesi usata, così da poterla discutere.
Come funziona il calcolo
Forfettario. Il reddito è dato dai ricavi moltiplicati per il coefficiente di redditività; i costi effettivi non contano. Dal reddito si sottraggono i contributi previdenziali versati e sul resto si applica l'imposta sostitutiva del 15%, o del 5% per l'anno di inizio e i quattro successivi se ricorrono i requisiti (art. 1, commi 64-65, L. 190/2014). Per artigiani e commercianti i contributi si calcolano sul reddito forfettario, con la riduzione facoltativa del 35% (commi 76-77).
Ditta individuale ordinaria. Il reddito è ricavi meno costi. Dedotti i contributi, si applica l'IRPEF 2026 (23% fino a € 28.000, 33% fino a € 50.000 — aliquota ridotta dal 35% dalla legge di bilancio 2026, L. 199/2025 — e 43% oltre; art. 11 TUIR), la detrazione per redditi d'impresa e di lavoro autonomo (art. 13, comma 5, TUIR) e le addizionali regionale e comunale. L'IRAP non è dovuta dalle persone fisiche (L. 234/2021, art. 1, comma 8).
SRL. L'utile, al netto dell'eventuale compenso dell'amministratore e dei due terzi dei relativi contributi a carico della società, sconta l'IRES al 24% (art. 77 TUIR). L'IRAP si applica su ricavi meno costi, perché compenso dell'amministratore e relativi contributi non sono deducibili ai fini IRAP (art. 11 D.Lgs. 446/1997). L'utile netto si considera interamente distribuito e tassato con la ritenuta del 26% (art. 27 DPR 600/1973). Il compenso sconta i contributi della gestione separata (35,03%, oppure 24% se il socio è già iscritto alla gestione artigiani o commercianti; un terzo a carico dell'amministratore), l'IRPEF con la detrazione per redditi assimilati (art. 13, comma 1, TUIR) e le addizionali.
Contributi INPS 2026. Artigiani 24% e commercianti 24,48% sul reddito, con minimale di € 18.808, un punto in più oltre € 56.224 e massimale di € 122.295 (€ 93.707 per chi ha anzianità anteriore al 1996), più il contributo di maternità; gestione separata 26,07% per i professionisti senza cassa, 35,03% per gli amministratori senza altra copertura previdenziale e 24% per chi è già assicurato presso un'altra gestione obbligatoria (circolari INPS 14/2026 e 8/2026).