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Dichiarazione di successione: come si fa, termini e imposte (2026)
Dopo un lutto, quasi tutte le famiglie devono presentare la dichiarazione di successione. Serve a comunicare all'Agenzia delle Entrate cosa ha lasciato il defunto, a chi va, e a pagare le imposte dovute. Dal 2025 le imposte le calcola chi presenta la dichiarazione, non più l'ufficio. Vediamo chi la fa, quando non serve, come si presenta e quanto costa.
Le regole sono quelle in vigore nel 2026: D.Lgs. 346/1990 (testo unico successioni) e D.Lgs. 347/1990, come modificati dal D.Lgs. 139/2024. Dal 1° gennaio 2027 queste norme confluiranno nel nuovo testo unico delle imposte di registro e sulle successioni (D.Lgs. 123/2025), con una nuova numerazione degli articoli.
Chi deve presentarla ed entro quando
Sono obbligati i chiamati all'eredità e gli eredi, i legatari, i rappresentanti legali di eredi e legatari, gli immessi nel possesso dei beni dell'assente, gli amministratori dell'eredità, i curatori dell'eredità giacente, gli esecutori testamentari e i trustee. Se gli obbligati sono più d'uno, basta che la presenti uno solo: di solito se ne occupa un figlio o il coniuge per tutta la famiglia.
Chi rinuncia all'eredità prima della scadenza non è tenuto a presentarla. Se ci sono dubbi sui debiti del defunto, la scelta tra accettare, accettare con beneficio d'inventario o rinunciare va valutata prima di muoversi.
Quando non serve: l'esonero
L'art. 28, comma 7, del D.Lgs. 346/1990 esonera dalla dichiarazione quando ricorrono insieme tre condizioni:
- l'eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta (figli, nipoti in linea retta, genitori);
- l'attivo ereditario, cioè il valore lordo dei beni, non supera € 100.000;
- nell'attivo non ci sono immobili né diritti reali immobiliari.
Basta un box, un terreno o una quota di un appartamento per far scattare l'obbligo, qualunque sia il valore. E l'esonero non è definitivo: se dopo il decesso arriva, ad esempio, un rimborso fiscale che fa superare i € 100.000, la dichiarazione diventa obbligatoria e il termine di 12 mesi decorre dalla comunicazione del rimborso.
Il termine. La dichiarazione si presenta entro 12 mesi dalla data di apertura della successione, che coincide con la data del decesso (art. 31 D.Lgs. 346/1990). In alcuni casi il termine parte da un momento diverso: per esempio dalla nomina del rappresentante legale o del curatore, dalla scadenza del termine per l'inventario se l'eredità è accettata con beneficio d'inventario, o dalla data della rinuncia di un altro chiamato.
In caso di ritardo, le istruzioni del modello prevedono, per la dichiarazione omessa, una sanzione del 120% dell'imposta liquidata (da € 250 a € 1.000 se non c'è imposta); se il ritardo non supera 30 giorni, la sanzione scende al 45% dell'imposta (da € 150 a € 500 se non c'è imposta), riducibile ulteriormente con il ravvedimento operoso.
I documenti da raccogliere
Prima di compilare servono, in sintesi: i dati anagrafici del defunto e degli eredi, l'albero genealogico, l'eventuale testamento con il verbale di pubblicazione, le visure catastali aggiornate degli immobili, gli estratti e i saldi di conti, depositi e titoli alla data del decesso, i documenti dei debiti e delle spese che si vogliono dedurre. L'elenco completo, voce per voce, è nella nostra checklist dei documenti per la successione.
Due dettagli che evitano scarti: la visura catastale non deve avere più di tre mesi, e le quote di proprietà vanno indicate in frazioni (per esempio 1/2), non in percentuale. Allegati e scansioni vanno caricati in PDF/A o TIFF.
Non tutto entra nell'asse. Non vanno dichiarati, tra gli altri, i veicoli iscritti al PRA, le indennità di fine rapporto spettanti agli eredi per la morte del lavoratore e le indennità da assicurazioni previdenziali o stipulate dal defunto. Al contrario, si presumono compresi nell'attivo denaro, gioielli e mobilia per il 10% del valore netto dell'asse, salvo che un inventario dimostri un importo diverso.
Come si presenta
La dichiarazione si presenta solo in via telematica, con il modello «Dichiarazione di successione e domanda di volture catastali». Le strade sono quattro:
| Modalità | Come funziona |
|---|---|
| Servizio web dell'Agenzia | Dall'area riservata del sito, con SPID, CIE o CNS; l'Agenzia mette a disposizione anche una dichiarazione precompilata |
| Software dell'Agenzia | Programma gratuito da installare sul computer, poi invio telematico |
| Intermediario abilitato | Un professionista o un CAF compila e trasmette per conto degli eredi |
| Ufficio dell'Agenzia | Si compila il modello e lo si trasmette tramite l'ufficio, su appuntamento |
Il modello cartaceo è ammesso solo in via eccezionale per chi risiede all'estero e non riesce a trasmettere online; si spedisce per raccomandata o mezzo equivalente. Il vecchio Modello 4 resta solo per i decessi anteriori al 3 ottobre 2006.
La seconda ricevuta, con gli estremi di registrazione, è la prova della presentazione. Se la dichiarazione viene scartata e la si ritrasmette correttamente entro cinque giorni dalla ricevuta di scarto, resta tempestiva.
Le imposte: cosa si paga e quando
Imposta di successione. Si applica sul valore netto della quota di ciascun beneficiario, oltre una franchigia che dipende dalla parentela (art. 7 D.Lgs. 346/1990):
| Beneficiario | Franchigia per beneficiario | Aliquota |
|---|---|---|
| Coniuge e parenti in linea retta | € 1.000.000 | 4% |
| Fratelli e sorelle | € 100.000 | 6% |
| Altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta e in linea collaterale fino al 3° grado | Nessuna | 6% |
| Altri soggetti | Nessuna | 8% |
| Persona con disabilità grave (L. 104/1992) | € 1.500.000 | Quella del suo grado di parentela |
Dal valore lordo si sottraggono le passività documentate: i debiti del defunto, le spese mediche e chirurgiche del defunto negli ultimi sei mesi di vita, sostenute dagli eredi, e le spese funerarie, queste ultime fino a € 1.032,91. Per i trasferimenti di aziende, quote e azioni a discendenti e coniuge vale l'esenzione dell'art. 3, comma 4-ter, con l'impegno a proseguire l'attività o a detenere il controllo per cinque anni, da rendere nella dichiarazione.
Imposte ipotecaria e catastale. Se nell'asse ci sono immobili, si pagano l'imposta ipotecaria del 2% e quella catastale dell'1% sul valore degli immobili, ciascuna con un minimo di € 200 (D.Lgs. 347/1990). Se almeno un beneficiario ha i requisiti prima casa per un'abitazione non di categoria A/1, A/8 o A/9, su quell'immobile si pagano € 200 + € 200 in misura fissa. L'agevolazione va richiesta nella dichiarazione, con l'apposita dichiarazione sostitutiva.
Tributi fissi. Per ogni circoscrizione di pubblicità immobiliare (la vecchia «conservatoria») in cui si trovano gli immobili si aggiungono, secondo le istruzioni del modello, € 120 di tasse per i servizi ipotecari e catastali e € 85 di imposta di bollo. Se si chiede l'attestazione di avvenuta presentazione, si aggiungono € 16 di tributi speciali e € 32 di bollo.
Per gli immobili con rendita, il valore dichiarato non è soggetto a rettifica se non è inferiore al valore catastale (art. 34, comma 5, D.Lgs. 346/1990): per questo nella pratica si dichiara quasi sempre il valore catastale.
Autoliquidazione, pagamento e rate
Per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025 l'imposta di successione la calcola chi presenta la dichiarazione, nel quadro EF (artt. 27 e 33 D.Lgs. 346/1990). Per i decessi precedenti la liquida ancora l'ufficio. I tempi sono due:
- imposte ipotecaria e catastale, bollo e tasse si versano al momento dell'invio, con addebito sul conto del dichiarante o dell'intermediario (F24 se la dichiarazione passa dall'ufficio);
- l'imposta di successione si versa entro 90 giorni dalla scadenza del termine di presentazione (art. 37), con F24 e codice tributo 1539, oppure insieme all'invio.
L'esempio della circolare n. 3/E del 2025: decesso il 22 ottobre 2025, dichiarazione presentata il 15 aprile 2026. Il termine di presentazione scade il 22 ottobre 2026, quindi l'imposta può essere pagata fino al 20 gennaio 2027.
Il pagamento può essere rateizzato (art. 38): almeno il 20% come acconto entro il termine, il resto in un massimo di 8 rate trimestrali, o fino a 12 se l'importo supera € 20.000. La scelta va comunicata nella dichiarazione, e la dilazione non è ammessa per importi inferiori a € 1.000.
Un esempio: due figli, una casa e un conto
Un caso ipotetico. Un padre vedovo muore lasciando ai due figli, in parti uguali, un appartamento A/2 con valore catastale di € 200.000 e un conto corrente con € 80.000. Non ci sono debiti né testamento.
| Voce | Nessun figlio ha i requisiti prima casa | Almeno un figlio ha i requisiti prima casa |
|---|---|---|
| Imposta ipotecaria | 2% di € 200.000 = € 4.000 | € 200 |
| Imposta catastale | 1% di € 200.000 = € 2.000 | € 200 |
| Tasse ipotecarie e catastali (1 circoscrizione) | € 120 | € 120 |
| Imposta di bollo (1 circoscrizione) | € 85 | € 85 |
| Imposta di successione | € 0 | € 0 |
| Totale | € 6.205 | € 605 |
L'imposta di successione è zero: anche aggiungendo la presunzione del 10% per denaro, gioielli e mobilia, ciascun figlio riceve meno di € 200.000, molto sotto la franchigia di € 1.000.000. La differenza vera la fa la prima casa: basta che uno dei due figli abbia i requisiti perché l'agevolazione si estenda a tutto l'immobile.
Per vedere il calcolo dell'imposta di successione, ipotizziamo invece un patrimonio netto di € 2.400.000, sempre diviso tra due figli. Ognuno riceve € 1.200.000 e paga il 4% sulla parte oltre il milione: € 8.000 a testa. Ciascuno può versare un acconto di € 1.600 entro i 90 giorni e i restanti € 6.400 in un massimo di otto rate trimestrali, per esempio otto rate da € 800.
Volture, dichiarazione sostitutiva e controlli
Volture catastali. Il modello è anche la domanda di voltura degli immobili: con la presentazione si chiede di intestare gli immobili agli eredi, e i relativi tributi si pagano con la dichiarazione. L'esito arriva con una ricevuta che indica se tutti, alcuni o nessuno degli immobili sono stati volturati: va controllata. Chi non vuole procedere così barra l'apposita casella e presenta la domanda di voltura all'ufficio entro 30 giorni dalla registrazione.
Dichiarazione sostitutiva o integrativa. Se dopo l'invio si scopre un bene dimenticato, cambia la ripartizione o si devono correggere dati, valori o quote, si presenta una dichiarazione sostitutiva (art. 28, comma 6), che rifà da capo tutta la dichiarazione e riliquida l'imposta. Il valore dichiarato si può modificare anche dopo il termine, finché l'ufficio non ha notificato l'avviso di liquidazione o di rettifica.
Il controllo dell'ufficio. L'Agenzia controlla l'autoliquidazione e i versamenti, corregge gli errori di calcolo ed esclude le passività e le riduzioni non documentate. Se risulta una maggiore imposta, notifica un avviso di liquidazione entro due anni dalla presentazione (art. 33, comma 3): si paga la differenza con interessi e la sanzione del 25%, ridotta a un terzo se si versa entro 60 giorni.
Gli errori più frequenti
- contare sull'esonero quando nell'eredità c'è anche solo una piccola quota di un immobile;
- dimenticare di chiedere l'agevolazione prima casa, pagando il 3% invece di € 400 fissi;
- usare visure catastali vecchie o indicare le quote in percentuale, con lo scarto della dichiarazione o della voltura;
- non conservare i documenti delle spese funerarie e mediche e dei debiti, che l'ufficio esclude se non sono allegati;
- pagare le imposte ipotecaria e catastale e dimenticare l'imposta di successione dovuta entro i 90 giorni;
- non controllare la ricevuta dell'esito delle volture, accorgendosi anni dopo che un immobile è ancora intestato al defunto.
Una casa e un conto si gestiscono in modo lineare. Testamento, beni all'estero, quote di società o eredi in disaccordo richiedono di mettere in fila valori, agevolazioni e tempi prima di compilare.