Successioni · Eredità · Volture

Un'eredità da sistemare?
Prima i conti, poi la dichiarazione.

Dal 2025 l'imposta di successione la calcolano gli eredi, nella dichiarazione stessa: un errore non lo corregge più l'ufficio prima di chiedere il pagamento. Ricostruiamo il patrimonio, calcoliamo le imposte, presentiamo la dichiarazione e chiediamo le volture, coordinando notaio e banche quando serve.

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Termine
12 mesi dal decesso
Imposta
In autoliquidazione
Anche
Quote di società, beni esteri
Dove
Erba (CO), Como, Lecco, Brianza

Tre situazioni che vediamo spesso

Ti riconosci in una di queste?

01

Ci sono immobili, e i fratelli non sono d'accordo.

Casa dei genitori, un appartamento affittato, un terreno: valori catastali, agevolazione prima casa, quote di ciascuno. Mettere i numeri sul tavolo prima della dichiarazione evita che la successione diventi una lite.

02

Nell'eredità ci sono quote di una società o un'azienda.

Il trasferimento a figli e coniuge può essere esente dall'imposta, ma solo se si rispettano condizioni precise per cinque anni e se l'impegno è dichiarato subito. È un'occasione da non sprecare e una trappola se gestita male.

03

Il defunto aveva conti, investimenti o case all'estero.

Se era residente in Italia, l'imposta italiana colpisce anche i beni esteri, con detrazione di quanto pagato fuori. Servono documenti dall'estero, valori da ricostruire e attenzione al quadro RW degli anni precedenti.

Cosa facciamo

Dalla raccolta dei documenti
alle volture.

Un solo interlocutore per tutta la pratica. Gli eredi firmano; al resto pensiamo noi.

  • 01Ricostruzione dell'asse ereditario. Eredi e quote, testamento se c'è, immobili con i valori catastali, conti e titoli, debiti e spese deducibili, denaro, gioielli e arredi.
  • 02Calcolo delle imposte. Imposta di successione per ciascun erede, ipotecaria e catastale sugli immobili, agevolazione prima casa ed esenzione per aziende e quote quando ne ricorrono le condizioni.
  • 03Dichiarazione e volture. Presentiamo in via telematica la dichiarazione di successione, con la quale si chiede anche la voltura catastale degli immobili.
  • 04Pagamento e rate. Prepariamo i versamenti, anche a rate quando la legge lo consente, e teniamo noi le scadenze.
  • 05Dopo la successione. Banche e posta, eventuale dichiarazione dei redditi del defunto, immobili ereditati: affitti, vendita, divisione tra eredi, IMU.

Le regole in breve

Termini, franchigie, rate.

Le regole in vigore per le successioni aperte dal 2025, dopo la riforma del D.Lgs. 139/2024. Sono indicazioni generali: il calcolo vero si fa sul caso concreto.

TERMINE

Dodici mesi.

La dichiarazione si presenta entro 12 mesi dall'apertura della successione, che di norma coincide con la data del decesso. In alcuni casi il termine decorre più tardi, per esempio con l'accettazione con beneficio d'inventario.

QUANDO NON SERVE

L'esonero.

Non c'è obbligo di dichiarazione se l'eredità va al coniuge e ai parenti in linea retta, ha un valore non superiore a 100.000 euro e non comprende immobili o diritti reali immobiliari.

IMPOSTA

Aliquote e franchigie.

Coniuge e figli: 4% sulla parte che supera 1.000.000 di euro per ciascun erede. Fratelli e sorelle: 6% oltre 100.000 euro. Altri parenti fino al quarto grado e affini indicati dalla legge: 6% senza franchigia. Altri: 8%. Per l'erede con disabilità grave la franchigia è di 1.500.000 euro.

IMMOBILI

Ipotecaria e catastale.

Sugli immobili si pagano anche l'imposta ipotecaria (2%) e catastale (1%), con un minimo di 200 euro ciascuna. Se almeno un erede ha i requisiti prima casa, si pagano in misura fissa: 200 euro più 200 euro.

PAGAMENTO

Autoliquidazione e rate.

L'imposta si calcola nella dichiarazione e si paga entro 90 giorni dal termine di presentazione. Da 1.000 euro in su si può rateizzare: almeno il 20% subito, il resto in rate trimestrali (fino a 8, o fino a 12 oltre 20.000 euro).

AZIENDE E QUOTE

L'esenzione.

Il passaggio di aziende, quote o azioni a figli e coniuge è esente se chi riceve prosegue l'attività o mantiene il controllo della società per almeno cinque anni, con un impegno da dichiarare nella successione.

Domande frequenti

Quello che ci chiedono.

Q·01Entro quando va fatta la dichiarazione di successione?

Entro 12 mesi dall'apertura della successione, che di norma coincide con la data del decesso. Per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025 l'imposta va poi pagata entro 90 giorni dalla scadenza del termine di presentazione. È meglio non arrivare all'ultimo: per immobili, conti esteri o quote di società la raccolta dei documenti richiede tempo.

Q·02Quando la dichiarazione di successione non è obbligatoria?

Quando l'eredità va al coniuge e ai parenti in linea retta, ha un valore non superiore a 100.000 euro e non comprende immobili o diritti reali su immobili. Se manca anche una sola di queste condizioni, la dichiarazione va presentata. Le banche, per svincolare i conti, possono comunque chiedere documenti.

Q·03Quanto si paga di imposta di successione?

Dipende dal grado di parentela: coniuge e figli pagano il 4% solo sulla parte che supera 1.000.000 di euro ciascuno, fratelli e sorelle il 6% oltre 100.000 euro, gli altri parenti indicati dalla legge il 6% senza franchigia, tutti gli altri l'8%. Sugli immobili si aggiungono ipotecaria e catastale, ridotte a 200 euro più 200 euro con i requisiti prima casa.

Q·04Le volture catastali vanno fatte a parte?

No: con la dichiarazione di successione telematica si chiede anche la voltura catastale degli immobili. Restano a parte, invece, le pratiche con banche e posta per lo svincolo di conti e titoli.

Q·05Rinuncia all'eredità o accettazione con beneficio d'inventario: chi se ne occupa?

Sono atti che si fanno davanti a un notaio o al cancelliere del tribunale. Ti aiutiamo a capire, numeri alla mano, se conviene accettare, rinunciare o accettare con beneficio d'inventario, e coordiniamo il notaio. Per accettare l'eredità c'è un termine di dieci anni, ma alcuni comportamenti valgono come accettazione: meglio decidere prima di muoversi.

Q·06L'eredità comprende beni all'estero: cosa cambia?

Se il defunto era residente in Italia, l'imposta italiana si applica anche ai beni all'estero; si detraggono le imposte pagate all'estero sugli stessi beni, nei limiti previsti. Servono documenti e valori esteri, e conviene verificare anche la posizione del defunto sul quadro RW negli anni precedenti.

Il primo passo

Prima l'incontro di 30 minuti.
Gratuito, senza impegno.

Porta quello che hai: certificato di morte, testamento se c'è, un elenco di massima di immobili e conti. Usciamo con la lista dei documenti mancanti, le imposte da aspettarsi e le scadenze. Vuoi prepararti prima? Scarica la checklist della successione → Nell'eredità c'è un'impresa? Il passaggio generazionale →

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