Q·01Entro quando va fatta la dichiarazione di successione?+
Entro 12 mesi dall'apertura della successione, che di norma coincide con la data del decesso. Per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025 l'imposta va poi pagata entro 90 giorni dalla scadenza del termine di presentazione. È meglio non arrivare all'ultimo: per immobili, conti esteri o quote di società la raccolta dei documenti richiede tempo.
Q·02Quando la dichiarazione di successione non è obbligatoria?+
Quando l'eredità va al coniuge e ai parenti in linea retta, ha un valore non superiore a 100.000 euro e non comprende immobili o diritti reali su immobili. Se manca anche una sola di queste condizioni, la dichiarazione va presentata. Le banche, per svincolare i conti, possono comunque chiedere documenti.
Q·03Quanto si paga di imposta di successione?+
Dipende dal grado di parentela: coniuge e figli pagano il 4% solo sulla parte che supera 1.000.000 di euro ciascuno, fratelli e sorelle il 6% oltre 100.000 euro, gli altri parenti indicati dalla legge il 6% senza franchigia, tutti gli altri l'8%. Sugli immobili si aggiungono ipotecaria e catastale, ridotte a 200 euro più 200 euro con i requisiti prima casa.
Q·04Le volture catastali vanno fatte a parte?+
No: con la dichiarazione di successione telematica si chiede anche la voltura catastale degli immobili. Restano a parte, invece, le pratiche con banche e posta per lo svincolo di conti e titoli.
Q·05Rinuncia all'eredità o accettazione con beneficio d'inventario: chi se ne occupa?+
Sono atti che si fanno davanti a un notaio o al cancelliere del tribunale. Ti aiutiamo a capire, numeri alla mano, se conviene accettare, rinunciare o accettare con beneficio d'inventario, e coordiniamo il notaio. Per accettare l'eredità c'è un termine di dieci anni, ma alcuni comportamenti valgono come accettazione: meglio decidere prima di muoversi.
Q·06L'eredità comprende beni all'estero: cosa cambia?+
Se il defunto era residente in Italia, l'imposta italiana si applica anche ai beni all'estero; si detraggono le imposte pagate all'estero sugli stessi beni, nei limiti previsti. Servono documenti e valori esteri, e conviene verificare anche la posizione del defunto sul quadro RW negli anni precedenti.